
Sabato 17 dicembre 2006, a Mormanno, nei locali del Polifunzionale, è stata ufficialmente presentata al pubblico la squadra di pallavolo: A.S. VOLLEY MORMANNO.
La squadra nasce intorno ad un gruppo di amici appassionati di sport che, stimolati dall’entusiasmo di alcuni giovani , hanno deciso di unirsi per allenarsi e giocare a pallavolo.
La manifestazione ha trovato inoltre l’entusiastica reazione di tutto il paese, che ovviamente guarda allo sport come ad un elemento necessario per lo sviluppo della comunità.
Del resto quando si parla di sport è pressoché impossibile non trattare dei valori educativi che ad esso sono legati.
La corruttela, il doping, il malcostume, il lucro e i troppi soldi non hanno eroso i tanti aspetti sani che da sempre lo connotano come risorsa sociale. Non è infatti esagerato dire che lo sport può essere inteso come un fenomeno di “ civilizzazione”.
La sua rilevanza sociale è lampante. Non c’è ormai istituzione pubblica che non promuova la pratica sportiva come fattore di sviluppo dell’individuo e della società in generale. Lo sport assume cosi un ruolo determinante per le politiche sociali, si integra con gli altri interventi di natura formativa, sanitaria e culturale.
Valori indiscussi di ogni pratica sportiva sono sicuramente l’autodisciplina e la stima di sé. Per affrontare allenamenti e competizioni è essenziale imporsi una vita regolare, sana, fatta di buone abitudini.
La disciplina educa alla perseveranza ed alla costanza, porta lo sportivo a conoscersi meglio e ad avere maggiore consapevolezza dei propri limiti. L’attività sportiva quindi non solo sviluppa le capacità fisiche ma forgia indirettamente anche l’identità di chi la pratica; come impara a gestire i propri sforzi, a resistere nei momenti difficili e ad accettare le sconfitte, allo stesso modo aiuta a gestire le difficoltà di tutti i giorni, raggiungere obiettivi ed acquisire autonomia. Educa a capire che i risultati si ottengono con fatica e sofferenza, tenacia e preparazione.
Lo sport è poi il terreno ideale per lo sviluppo e il rafforzamento dell’amicizia. Dalla necessaria collaborazione per conseguire un fine comune spesso, tra i componenti della squadra, si stabiliscono vincoli di amicizia e di affinità destinati a durare anni e anni. Altre volte è invece la stessa amicizia a fare da veicolo allo sport. Molti sono infatti i ragazzi, ma anche gli adulti, che iniziano pratiche sportive perché coinvolti da amici. L’amicizia nello sport è complicità, intesa, sicurezza reciproca,divertimento. Che si allarga persino agli avversari, che non sono solo quelli da battere, ma coloro che ci sollecitano a dare il massimo ed il meglio delle nostre potenzialità. Con i quali nel dopo gara si parla d’altro e si rafforzano i legami, magari in trattoria.
Anche dal punto di vista sanitario abbiamo qualcosa da apprendere dallo sport. L’attenzione alla salute, ossia quello stato di benessere psicofisico, aumenta in modo esponenziale nello sportivo. L’atleta, come il dilettante, sapendo di sottoporre il proprio fisico a stress e sforzi a volte eccessivi deve, per forza di cose, imparare a riconoscere tutti quei sintomi e campanelli d’allarme che segnalano che c’è qualcosa che non và. Diventa insomma più sensibile alle avvisaglie del proprio corpo, impara a conoscerlo meglio, ad essere più consapevole del proprio stato di salute e a preservarlo.
Lo sport va quindi incoraggiato. I valori etici di cui è portatore non solo concorrono alla formazione di individui equilibrati ed in armonia con se stessi, quanto migliorano la qualità della vita e favoriscono la socializzazione.
di Nicola Perrelli (Faronotizie Gennaio 2007)